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Dermatologia Correttiva
Cicatrici da acne: trattamenti a confronto

Esiti cicatriziali d’acne: peeling
V. Pietrantonio, Bari


 

Una cura adeguata è fondamentale per prevenire i danni permanenti (esiti cicatriziali) provocati dall’acne quando non lo sono i traumi (grattamento, spremitura, etc.) che si procura lo stesso paziente. Tali esiti cicatriziali possono aggravare i problemi psicologici portando spesso all’isolamento sociale e a grave depressione.

Gli esiti cicatriziali possono essere depressi (per la maggior parte) o ipertrofici o cheloidei. Le terapie naturalmente sono varie e dipendono dal tipo di cicatrice.

I peeling chimici vantano un’antica tradizione nel trattamento delle cicatrici postacneiche del viso anche se ne e anche ben nota la difficoltà.

Tutti o quasi i caustici sono stati utilizzati per questo scopo: dalla pasta all’acido salicilico all’acido tricloroacetico, dalla soluzione di Jessner agli alfaidrossiacidi, talora combinati tra loro.

Il peeling con Acido tricloracetico, pur essendo una fra le più vecchie delle metodiche usate per le cicatrici d’acne, rappresenta tutt’oggi una valida terapia in pazienti ben selezionati. Quindi, è bene escludere pazienti con: fototipo IV; herpes simplex in fase attiva in area o aree da trattare; pregressi interventi chirurgici interessanti il viso o aree facciali caratterizzati da tecniche di scollamento (lifting, blefaroplastica, microliposuzione, etc); pregressa radioterapia, limitante la riepitelizzazione a partenza annessiale; recente trattamento sistemico con isotretinoina (devono passare almeno dopo 3 mesi); diatesi fibroblastica; terapie in atto, controindicate per supposti rallentamenti e/o ritardi della fase riparativa; malattie autoimmunitarie. E’ bene, invece, trattare pazienti motivati, con aspettative realistiche e con cicatrici depresse ma non troppo profonde; infatti, il peeling con TCA, secondo la concentrazione, è un peeling medio-profondo che raggiunge il derma reticolare superficiale-medio.

Dopo la premedicazione (sempre consigliabile) con antivirale sistemico (per herpes simplex), viene descritta la tecnica d’applicazione che prevede una accurata prima fase di detersione/”sgrassaggio” della pelle; l’applicazione dell’acido su ogni singola zona (fronte, guance, labbro superiore e naso, mento) sino a raggiungimento del frost (sbiancamento) e quindi applicazione di garze imbevute di acqua fredda per diminuire il bruciore che l’acido determina. Infine, vi è la fase di medicazione post-trattamento sino a completa riepitelizzazione e successiva fotoprotezione. Vengono, quindi, presentati alcuni casi clinici.

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