I Mercoledì 17 I Sala

Focus on: Il melanoma oggi

Epidemiologia e prevenzione
N. Petrini
, Firenze


 

Di recente si è parlato sempre più frequentemente di “epidemia di melanoma”, concetto supportato dal costante aumento di incidenza di melanoma e di tassi di mortalità ad esso correlata, soprattutto nelle popolazioni caucasiche. In queste ultime, infatti, il tumore è decine di volte più frequente rispetto alle altre razze ed i tassi di incidenza massimi si riscontrano in aree molto soleggiate come l’Australia, le Hawaii ed Israele abitate da popolazioni originarie del Nord Europa composte per la maggior parte da soggetti cosiddetti “melanoma-compromessi” con capelli rossi, occhi chiari, pelle con efelidi e scarsa capacità di abbronzarsi.

Le pooled analysis pubblicate negli ultimi decenni forniscono una sintesi della maggior parte delle conoscenze dalle quali si evince che annualmente a livello mondiale si verifichino circa 100.000 nuovi casi di melanoma cutaneo, corrispondente a circa l’1% di tutti i tumori maligni. Nonostante in Italia la stima del numero di MM e dei decessi ad esso correlato sia approssimativa per la nota difficoltà a distinguere il MM dagli altri tumori della pelle, secondo i dati dei registri tumori l’incidenza è stimata intorno a tassi di 3,6 e 4,1 per 100.000 abitanti all’anno, con punte di incidenza maggiori di 9 per 100.000 ab. (in media l’incidenza del MM sta aumentando in Italia del 5-7% l’anno). Fino a pochi anni fa si è osservato anche un analogo aumento della mortalità (1-2% di incremento annuo). Comunque, di recente l’epidemiologia del MM sta mutando: all’incremento costante dei tassi totali d’incidenza si affianca un rallentamento dell’aumento dei tassi di mortalità nei gruppi di età più giovane e, molto di recente, un rallentamento o addirittura una cessazione anche dell’aumento di incidenza nei gruppi di età più giovane nei paesi a rischio più elevato come l’Australia, la Nuova Zelanda e le Hawaii. Anche la sopravvivenza media dei pazienti con MM è migliorata negli ultimi anni passando dal 50-60% a più dell’(=% attuale, grazie verosimilmente al miglioramento e/o anticipazioni diagnostiche che hanno portato sì ad un aumento nell’incidenza del MM, ma dovuto quasi esclusivamente ad un aumento di incidenza delle forme “sottili”, notoriamente a prognosi benigna.

Questo trend favorevole è verosimilmente da collegare ad una maggiore consapevolezza della popolazione conseguente alle campagne di educazione sanitaria mirate alla prevenzione primaria (vedi Sole Buono ... se ti proteggi) ed alla prevenzione secondaria tramite screening ed incentivi per la diagnosi precoce del melanoma, favorita peraltro dalla ottimale esplorabilità della superficie cutanea.

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